Comitati
COMITATO INTERCULTURA
I recenti fatti di cronaca dove l’oggetto di sofferenze è sempre lo stesso, la donna.
Una ragazza viene uccisa dopo ripetuti atti di cosiddetto “stalking”, a coltellate, per strada. Un’altra ragazza viene violentata alla Fiera di Roma, ed uno dei suoi violentatori, perché reo confesso, viene fatto uscire dalle patrie galere e lasciato andare a casa, sebbene ai domiciliari. Un’altra ragazza viene brutalmente violentata, dopo che hanno massacrato di botte il ragazzo ed averlo chiuso nel bagagliaio. A tutto questo dobbiamo aggiungere tutti i casi di violenza familiare che vengono “mimetizzati” come cadute per le scale, atti incidentali, oppure sudditanza psicologica (“Mi picchia ma gli voglio bene, bisogna capirlo”).
Se poi si estende questo tema su scala mondiale, dobbiamo anche annoverare le donne indiane sfigurate dai mariti con l’acido perché ritengono che il loro valore sia inferiore a quanto versato all’atto di acquisto connesso con gli assolvimenti delle pratiche matrimoniali stabilite tra famiglie, oppure le donne cinesi costrette ad abortire fuori dai canoni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e fuori dai tempi consentiti da madre Natura circa i tempi di gestazione, per ottemperare agli obblighi di Legge che impongono un solo figlio per famiglia.
La tematica è complessa, lo stato delle cose è ben oltre i confini della tragedia, allo stesso tempo è alta la soglia dell’indifferenza su una parte del Pianeta che, in fin dei conti, è trainante in ambito economico, finanziario, sociale, culturale e storico nel suo complesso. Basterebbe vedere quel che è accaduto recentemente nella Striscia di Gaza per rendersi conto che, anche in questo caso, donne e bambini, insieme agli anziani, sono i soggetti deboli, usati come carne da macello sui tavoli della diplomazia internazionale. Il fatto che, man mano che Barak Obama si avvicinava al soglio della Presidenza Usa in sede ufficiale, l’esercito israeliano fuoriuscisse dalla Striscia dopo aver colpito anche sedi ONU, Croce Rossa e Ospedali, ci raccontano di accordi fatti in ambito politico e non solo basati sui criteri di guerra, più semplici e quindi più facilmente decifrabili.
Alla fine ci si chiede quale sia il prezzo da pagare per raggiungere la difesa della propria Nazione (punto di vista ovviamente necessitato, guardando secondo gli occhi degli israeliani) se si giunge a colpire e uccidere anche i Diritti Fondamentali dell’Uomo.
Colpire la donna significa colpire il cuore stesso del Pianeta, la Vita, il Futuro.







